Cos’è l’umidità relativa e perché è importante monitorarla
L’umidità relativa è la percentuale di vapore acqueo presente nell’aria rispetto alla quantità massima che quella stessa aria potrebbe contenere alla stessa temperatura. Più è alta la temperatura, più l’aria può “contenere” vapore; per questo il valore dell’umidità non va mai letto da solo, ma sempre in relazione alla temperatura ambiente.
Monitorare regolarmente l’umidità in casa serve a:
- prevenire la formazione di muffa e condensa sulle pareti e sui vetri
- mantenere un’aria salubre e confortevole
- proteggere i materiali dell’abitazione dal degrado
Come misurare l’umidità in casa: l’igrometro
La misurazione dell’umidità in casa si effettua con uno strumento chiamato igrometro, economico (reperibile da circa 5–10 €) e semplice da usare. L’igrometro è un piccolo oggetto dotato di schermo, che è possibile acquistare in rete o in un negozio di ferramenta.
Per farlo funzionare è sufficiente accenderlo e collocarlo all’interno della stanza che desideri tenere monitorata.
Per una lettura accurata, presta attenzione a dove posizioni l’igrometro: non va collocato vicino a termosifoni o stufe, negli angoli della stanza, dentro mobili chiusi o in prossimità di finestre aperte. La posizione ideale è su una mensola o un tavolo, a circa 1–1,5 metri dal pavimento, in una zona rappresentativa della stanza.
Dopo poco, sul display comparirà sia il valore della temperatura in gradi, sia quello dell’umidità indicato in percentuale. Se lo utilizzi per la prima volta, attendi 1-2 minuti prima di leggere il valore.
Cause dell’umidità in casa

Le principali cause dell’umidità in casa si dividono in due categorie:
Cause legate alle attività quotidiane:
- respirazione e traspirazione delle persone presenti
- cottura dei cibi, docce e bagni
- bucato steso ad asciugare in casa
- annaffiatura di piante da appartamento
Cause legate alla struttura dell’abitazione:
- Zona climatica, esistono alcune città in Italia più umide di altre e sono quelle che sorgono in aree che si trovano vicino ai corsi d’acqua, ai laghi e al mare
- Stagione, ci sono alcuni periodi dell’anno in cui piove di più e aumenta l’umidità, in Italia accade soprattutto d’inverno e nel nord del Paese
- Presenza di un piano interrato o di un solaio, alcune abitazioni hanno una taverna o una soffitta e in entrambi i casi questi ambienti sono caratterizzati da una maggiore umidità rispetto ai piani fuori terra
- Infiltrazioni da pareti, tetti o fondamenta
- Ponti termici e infissi poco isolanti che creano superfici fredde dove il vapore condensa
- Scarsa ventilazione degli ambienti, che non consente il ricambio dell’aria
Umidità ideale in casa: quali valori rispettare
L’umidità ideale in casa si colloca in una fascia compresa tra il 40% e il 60%, con una temperatura interna tra i 18° e i 24°C. Al di fuori di questo range sorgono i problemi:
Se l’umidità supera il 60%:
- si forma condensa sui vetri e sulle pareti più fredde
- proliferano muffe e batteri, con possibili effetti su allergie e vie respiratorie
- aumenta la sensazione di freddo in inverno e di afa in estate
Se l’umidità scende sotto il 40%:
- l’aria diventa troppo secca, causando secchezza delle mucose, irritazione degli occhi e tosse
- si crea un microclima favorevole alla proliferazione di virus e batteri
- possono comparire problemi alla pelle e difficoltà a dormire
Tabella della temperatura e dell’umidità ideale per stanza
Per avere un riferimento pratico immediato, ecco una tabella della temperatura e dell’umidità ideale per ogni ambiente della casa:
| Stanza | Temperatura consigliata | Umidità relativa ideale |
| Soggiorno / zona giorno | 19–21°C | 40–60% |
| Camera da letto adulti | 16–18°C | 40–55% |
| Camera da letto bambini | 18–20°C | 45–60% |
| Cucina | 18–20°C | 50–60% |
| Bagno | 22–24°C | 50–65% |
| Studio / home office | 20–22°C | 40–55% |
| Seminterrato / cantina | – | < 60% |
Nota: i valori del bagno possono temporaneamente salire durante l’uso; l’importante è che tornino nella norma entro 20–30 minuti grazie alla ventilazione.
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Presta attenzione a questi “sintomi” dell’umidità:
- Macchie d’acqua sulle pareti
- Muffa sui muri
- Intonaco o carta da parati che si staccano
- Condensa alle finestre
- Odore di muffa o di “chiuso” persistente
- Sensazione costante di freddo nonostante il riscaldamento acceso
Se noti la formazione di macchie, muffa, condensa o scrostamenti dell’intonaco e scollamenti della carta da parati, è ora di agire!

Umidità in casa: come eliminarla e ridurla

Esistono diversi rimedi per abbassare l’umidità in casa, da quelli immediati a quelli strutturali:
Rimedi rapidi e quotidiani:
- Arieggia ogni mattina per almeno 10 minuti: il ricambio d’aria è il modo più semplice e gratuito per ridurre l’umidità. È particolarmente efficace in inverno, quando l’aria esterna è più secca
- Non stendere i panni in casa: il bucato appena lavato libera grandi quantità di vapore acqueo
- Usa la cappa aspirante in cucina durante la cottura
- Apri la finestra del bagno subito dopo la doccia, o attiva la ventola di aerazione
- Controlla i sottovasi delle piante: il ristagno d’acqua è una fonte di umidità spesso trascurata
Rimedi con strumenti:
- Deumidificatore portatile: assorbe l’umidità in eccesso ed è utile in situazioni temporanee o in stanze particolarmente critiche. Non risolve, però, cause strutturali
- Finestre a ventilazione controllata: alcuni modelli di infissi ad alta prestazione sono dotati di sensori che rilevano il tasso di umidità e attivano automaticamente il ricambio d’aria senza disperdere calore
Rimedi strutturali:
- Migliorare l’isolamento delle pareti e degli infissi per eliminare i ponti termici, zone fredde dove il vapore condensa più facilmente
- Installare un sistema VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) per un ricambio d’aria continuo e controllato, con recupero del calore
- Intonaco deumidificante: rispetto a quello classico, riduce l’assorbimento di umidità da parte delle pareti
- Verificare la presenza di perdite o crepe nelle murature e negli infissi
Questi rimedi ti aiutano a prevenire o ridurre l’umidità in casa. Se il problema è persistente (muffe che ritornano, pareti sempre umide nonostante la ventilazione) potrebbe esserci una causa strutturale che richiede una diagnosi più approfondita.
Combatti l’umidità risparmiando sui consumi

Come abbiamo visto, aprire le finestre è il rimedio più immediato, ma sappiamo che in inverno aprire e chiudere con frequenza le finestre non sempre conviene, perché il cambio d’aria comporta un maggiore consumo per scaldare la casa e ristabilire la temperatura desiderata.
Una soluzione è scegliere di installare finestre a ventilazione controllata.
Gli infissi a ventilazione controllata sono dotati di una tecnologia che riconosce e misura il tasso di umidità presente negli ambienti. Se l’umidità supera la soglia del 60%, si attiva in automatico il ricambio d’aria. C’è di più: le finestre a ventilazione meccanica sono in grado di calcolare senza dispersioni di calore, grazie alla capacità di calcolare l’escursione termica tra dentro e fuori e, nel caso sia inverno, attivano il ricircolo dell’aria senza aprirsi, grazie a un sistema di camere di aerazione.
In Schüco abbiamo progettato e realizzato 2 modelli di finestre con ventilazione controllata: per scoprire nel dettaglio come funzionano e quali vantaggi ti offrono, ti consigliamo di leggere l’articolo sul nostro blog Finestre con sistemi di ventilazione controllata.
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Umidità in casa: come misurarla, valori ideali e rimedi efficaci
Pubblicato il 14/12/2022 | da Scritto da Schüco